Rifugio Ottone Brentari 2476 m - Lagorai - Gruppo Cima d'Asta


Trovandoci costretti a modificare l'escursione per presenza ancora di neve ad alta quota, il rifugio Ottone Brentari a quota 2476 m è l'alternativa ideale per compiere un'escursione dai molti volti.

Un facile accesso da Malga Sorgazza, compiendo un dislivello di 1000 m in 3:00 ore, consente di giungere sotto Cima d'Asta, monte dalla forma caratteristica che si impone all'attenzione su tutto il Gruppo del Lagorai, facendo quasi gruppo a sè.

Chi, partendo con decisione dal parcheggio volesse salire la cima, una volta giunto al rifugio, posto in un'incantevole posizione, dovrà aggiungere 1:15 ora di salita, con qualche passaggio aiutato da un cordino metallico (non è necessaria alcuna attrezzatura di autoassicurazione, ma solo sicurezza di passo e esperienza su terreno roccioso).

Il ritorno alla Malga Sorgazza potrà avvenire con lo stesso itinerario di salita o con il sentiero "dei Lastoni" più impegnativo, ma non più lungo.

Trekking di 3 giorni con base al Rifugio Carducci 2297 m posto alla testa della Val Giralba, tra le pendici della Cima d’Auronzo e il gruppo montuoso del Popera. L’itinerario attraverserà questa zona così famosa posta tra il Cadore e le Dolomiti di Sesto, salendo il Monte Popera 3046 m e terminando il terzo giorno con la visione incomparabile delle Tre Cime di Lavaredo, una delle montagne più fotografate e riconoscibili in assoluto.


Il trekking è destinato a chi ha sicurezza di passo e assenza di vertigini, in quanto si valicheranno forcelle impervie e si percorreranno sentieri solitari: necessaria adeguata preparazione fisica alle lunghe escursioni.


Partenza ore 4:00 dal parcheggio del Cral con pullman

Rifugio SANTA CROCE DI LAZFONS 2302 M e CIMA SAN CASSIANO 2581 M

 

A causa dell'intenso innevamento invernale il Rif. Battaglione Alpini Monte Granero, meta dell'escursione prevista, ha ritardato l'apertura.

In alternativa propongo un'escursione meno impegnativa in Val Sarentino, alla confluenza della Val Isarco e quasi al Passo di Pennes: Rif. Santa Croce di Lazfons.

L'escursione, con partenza da San Martino (Reinswald) 1492 m raggiunge con comoda mulattiera la Getrumalm a 2100 m, per poi inoltrarsi sulle pendici del monte San Cassiano 2581 m. Prima di giungere al rifugio, posto su ampio altopiano che spinge il suo sguardo sulle Dolomiti, si stacca il sentiero che sale alla cima: proseguendo, in pochi minuti, si giunge al Santuario di Lazfons nei pressi del rifugio.

Il dislivello per raggiungere il rifugio è di 800 metri, mentre per salire alla cima occorrono altri 300 metri.

Ancora disponibili pochissimi posti.

PARTENZA ORE 5:00 dal parcheggio del CRAL

PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO

 

La val Zebrù, assai nota per le sue bellezze naturalistiche, è meta di turisti ed escursionisti che amano immergersi nei suoi scenari incontaminati.

L’escursione, su comodo sentiero, porta allo splendido rifugio che domina la valle contornata da cime imponenti.

 

Dal parcheggio di Niblogo la comoda carrareccia risale lentamente la valle fino al rif. Campo 2000 in 2 ore e in breve alla Baita del Pastore 2166 m.

Dalla Baita del Pastore occorrono ancora 2 ore per giungere al rifugio 5° Alpini, per un totale di 4 ore complessive.

E’ possibile, a richiesta, utilizzare la navetta del parco che raggiunge la Baita del Pastore 2166 m, dimezzando così il tempo necessario per giungere alla meta.

 

Escursione in Val Pellice con grande dislivello in una zona integra dal punto di vista naturalistico.

Il grande dislivello totale, 1150 metri, non deve spaventare chi volesse visitare almeno una parte di questa valle aspra piemontese.

Infatti, l'escursione inizia dal parcheggio della Borgata Villanova a 1222 metri, in Alta Val Pellice e, con comoda mulattiera, raggiunge in solo 1,30 ore il rifugio Willy Jervis al Prà 1732 m. Chi volesse può interrompere l'escursione qui e godere della posizione assolata all'estremità inferiore del pittoresco Vallone del Prà.

Lasciato il rifugio si percorre la Conca del Prà, fino a che il sentiero non s'inerpica lungo le montagne sbucando al rifugio Battaglione Alpini Monte Granero 2377 m che domina il Lago Lungo alla testata della Val Pellice e in prossimità della sorgente del fiume stesso.

L'itinerario di ritorno ricalca esattamente quello dell'andata, consentendo di ricongiungere il gruppo con chi si fosse fermato al rifugio Willy Jervis.

La partenza per l'escursione al Rif. Cesare Battisti 1761 m è alle ore 6:00 dal parcheggio del CRAL

Si ritorna in montagna!

 

Dopo la parentesi in Liguria, baciati da un sole indeciso che non s'è sentito di rovinarci l'escursione lasciando il posto alle nuvole che, minacciose, ruotavano sulla nostra testa come scuri avvoltoi... si ritorna in montagna!

L'abbiamo già proposta, è vero, ma poichè eventi sfortunati ci hanno costretto a non effettuarla in inverno come da programmazione, la riproponiamo come un allenamento per gli appuntamenti estivi che incombono alle porte.

Il Rif. Cesare Battisit si trova nella zona del Monte Cusna e Monte Prado, nell'appennino reggiano al confine con le Alpi Apuane meta della ferrata di giugno.

L'escursione proposta, ora che la neve s'è da tempo sciolta, ci permetterà di effettuare un itinerario ad anello utilizzando il sentiero proposto nella brochure (scaricabile nella sezione PROGRAMMA ANNUALE) come sentiero d'accesso... un lungo e non certo faticoso accesso al rifugio... e di ritornare da un altro itinerario che presenterà un'aspetto sconosciuto e insospettabile della zona appenninica.

Chi fosse interessato, come sempre, può recarsi in segreteria per iscriversi.

Andrea e Roberto Aroldi domenica 28 aprile andranno a fare un'escursione facile facile in Liguria con altri amici.

L'itinerario prenderà il via da Devia Marina e in circa 5 ore di passeggiata terminerà a Bonassola, nello splendido golfo che la racchiude.

Chi fosse interessato ad aggregarsi ci può contattare.

A causa di impegni sopravvenuti, l'escursione ha subito un cambiamento di data: verrà quindi effettuata DOMENICA 24 FEBBRAIO con le stesse modalità.

 

Il sentiero 605 parte dalla località Case di Civago, dove, passate le ultime abitazioni, si prende una sterrata e si parcheggia l’auto alla fine di questa. Il sentiero, ben segnato con saliscendi su fondo stabile, costeggia il corso del torrente Dolo e passa anche nei pressi di una sorgente e di alcune case diroccate, per arrivare al primo dei due ponticelli sul sempre limpido torrente. Passato il secondo ponte, comincia lo strappo più duro che con dei tornanti su sentiero porta al rifugio Segheria. Si riprende il sentiero che parte da dietro l’edificio principale e inoltratisi nella fresca abetaia denominata ” Abetina Reale” si risale l’alta valle del Dolo su una strada di sassi che affianca sempre il Torrente e un piccolo laghetto artificiale. Dopo gli ultimi strappi, la foresta finisce e ci si ritrova su prati aperti sotto la mole del monte Prado.

Le ultime svolte portano al Lama Lite e da qui in pochi minuti al Rifugio Battisti (3 ore da Civago).

Esistono altri itinerari di accesso al rifugio, ma nella stagione invernale quello descritto è il più sicuro, pertanto verrà utilizzato anche come itinerario di rientro.

Poichè l'escursione viene effettuata su neve, i tempi sono riferiti alla possibilità di trovare condizioni ottimali d'innevamento: manto nevoso compatto e asciutto a causa del freddo. Condizioni differenti possono rendere l'escursione più faticosa e, come tempo impiegato, più lunga.

Tempo previsto per l'itinerario completo: 6 ore

Dislivello previsto: 750 m

Primo appuntamento dell'anno 2013 iniziato sotto la neve!

Il föhn delle settimane scorse ci avrebbe fatto trovare il Piz Levico parzialmente innevato, ma... davvero... l'inversione di condizione meteo è stata veramente troppo abbondante: neve, tanta neve come mai ne avevo vista a Passo Vezzena!

I partecipanti, 14 appassionati che hanno sfidato la pioggia fine ben presto divenuta neve pesante, hanno trovato neve fresca su cui imprimere le impronte delle ciaspole dentro un silenzio ovattato, quasi irreale. Le prime salite sono state appassionanti, perchè la traccia di chi... appunto: chi???... ci aveva preceduto era leggera e le dolci ondulazioni della montagna si prestavano a lasciar che fossimo noi a decidere la direzione da tenere. Giunti nel bosco la carrareccia che sale fin sotto la cima ci ha vincolato al percorso... ed è stato un bene, perchè la neve continua e abbondante riempiva costantemente le nostre impronte.

L'escursione, che non doveva essere troppo faticosa, è risultata impegnativa e dalla croce di vetta nulla s'è potuto vedere, se non la soddisfazione dipinta sui volti di chi c'è arrivato: tutt'intorno il grigio del maltempo teneva celati il panorama sulla sottostante Valsugana e sulle lontane montagne.

Pazienza, sarà per un'altra volta, perchè anche chi non se l'è sentita o non era in condizione per arrivare fino in cima s'è divertito comunque: il luogo scelto era privo di pericoli, la neve era abbondante, non faceva particolarmente freddo e la compagnia... beh, la compagnia è stata sempre allegra e coinvolgente.

La montagna offre molti tipi di panorami, interiori ed esteriori: scoprirli, salirli o solamente percorrerli è l'opportunità che offriamo.

 

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